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SIAE: grazie Franceschini per la tassa sui prodotti hi-tech

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25 giugno 2014 06:21 – fonte notizia tomshw

 

Luca Scordino del Consiglio di Gestione SIAE elogia il Ministro Franceschini per aver firmato il decreto che innalza le tariffe dell’equo compenso.

“Franceschini ha fatto la cosa giusta”, scrive Luca Scordino del Consiglio di Gestione SIAE su Il Fatto Quotidiano. Il tema è quello dell’equo compenso. Il Ministro per i Beni Culturali infatti venerdì scorso ha firmato il decreto che innalza tutte le tariffe applicate ai dispositivi elettronici capaci di effettuare copie audio e video.

“Franceschini (ed evidentemente il governo) è dalla parte della cultura e della industria italiana (quella vera). Chapeau, dunque”, prosegue Scordino. “E chapeau anche a chi in Siae (presidente, vicepresidente, direttore generale, consiglio di gestione e di sorveglianza tutto, dirigenti, dipendenti, sindacati) ha lavorato compatto a questo risultato, basando la propria azione su un solo principio: non la perfezione, ma la serietà (certamente sì)”.



Solo la SIAE esulta, perché gli italiani in fondo si ritrovano costretti a pagare di più hard disk, smartphone, PC, tablet e qualsiasi altro prodotto che consente l’archiviazione dati. “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale”, sostiene Franceschini. “Il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione a uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.



Nello specifico dovrebbero essere i produttori a farsi carico della tassa, ma come ben sappiamo da sempre la rigirano sui consumatori. Se prima sui tablet e smartphone gravava rispettivamente con 1,90 euro e 0,90 euro, adesso si parla di un minimo di 3 euro se la memoria è di 8 GB fino a un massimo di 4,80 euro oltre i 32 GB. Previste anche 0,36 euro per le memory card con 4 GB di capacità (in Francia sono 0,32 euro e in Germania 0,91), 0,20 euro per i dvd (in Francia sono 0,90 euro), eccetera.



Il Ministro sostiene che in Francia e Germania le tariffe siano molto più alte, ma dimentica al solito il parallelo con i paesi dove l’equo compenso non esiste oppure dove il balzello è una bazzecola. Basterebbe dare un’occhiata al rapporto 2012 sulla copia privata della World Intellectual Property Organization. Per altro risulta dai dati che l’Italia per raccolta complessiva è seconda solo alla Francia.



L’unica consolazione è che l’aumento delle entrate (dagli attuali 80 milioni a circa 200 milioni) sarà destinato dalla SIAE “per la promozione di giovani autori e artisti e di opere prime”. Con tutto il rispetto per gli emergenti 120 milioni di euro forse sono un po’ troppi. 

La nota di chiusra non può che riguardare quella famosa indagine commissionata dal precedente ministro Bray sul comportamento degli italiani in relazione alle copie digitali. Ebbene, non è mai stato diffuso pubblicamente ma secondo più fonti avrebbe confermato che questa abitudine ormai appartiene solo al 10% della popolazione. Insomma, quel rapporto avrebbe “tagliato le gambe” al decreto.

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