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Il “creativo” governo Renzi crea la tassa sulle intenzioni su smartphone, computer, hard disk e chiavette usb

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E bravo il ministro della cultura Dario Franceschini, lui sì che sa come risanare le finanze, in questo caso della Siae, andando a colpire nel mucchio e stangando con una tassa sulle intenzionil’acquirente di tablet, smartphone, chiavette usb, hard disk, televisori di nuova generazione e lettori mp3.

Per loro siamo semplicemente da mungere, e dopo che sono scappati i buoi, sotto forma di corruzione e ladrocini vari, nel vedere le casse vuote, non sanno fare altro che continuare ciò che hanno sempre fatto, prendersela con chi, magari dopo aver acquistato un cd, lo vuole semplicemente caricare sulla chiavetta per ascoltarselo in macchina facendo una copia privata.

Franceschini è un “grande”, lo vedi sempre più abbacchiato e spento ma è solo una impressione, il “ragazzo” è “sveglio”, e sa bene come fare dopo anni passati a traccheggiare in vari ruoli con il solo intento di rimanere a galla. Senza mai compiere un gesto che possa andare nella direzione del bene comune e per cui essere ricordato, il “nostro” ministro della cultura sforna questa tassa alle intenzioni, che ha il solo intento di ingrassare coloro che ci mungono di ogni risorsa umana e materiale.

É come mettere in galera qualcuno prima che faccia un reato, oppure ricevere un ceffone a scopo preventivo, tanto qualcosa prima o poi faremo per potercelo meritare. Siamo messi così, visto che acquistiamo prodotti con i quali siamo potenzialmente in grado di scaricare musica e film, ci ammollano una tassa da pagare per il diritto d’autore… e non è neanche poco.

Come riportato dal quotidiano la Repubblica, Confindustria ha calcolato che la Siae, la società italiana degli autori ed editori, passerà da un gettito di 63 milioni attuali a 157 milioni annui, con un ricarico del 150%. Questo secondo le tabelle diffuse ieri con il decreto firmato il 20 giugno e non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

Questi dati peggiorano le prime indiscrezioni, e sempre come riportato da Repubblica vediamo un po’ quanto dovremo sborsare in più per acquistare questi prodotti:

  • Smartphone oltre 32 giga di memoria 5, 20 euro

  • Computer 5, 20 euro

  • Hard disk da due tera 20 euro

  • Schede di memoria sino ad un massimo di 5 euro

  • Chiavette usb sino ad un massimo di 9 euro

  • Cellulari tradizionali 0,50 euro

  • Televisori in grado di memorizzare in funzione pvr 4 euro

Siamo alle solite, con un governo Renzi che da una parte ci da 80 euro di bonus costruendo su questa cifra poco più che virtuale, una vittoriosa campagna elettorale, dall’altra un ministro del suo stesso governo che si riprende il tutto con gli interessi… i loro.

Stendiamo un velo pietoso sulle riforme promesse da governo Renzi, le quali, se un giorno emergeranno, saranno talmente annacquate da risultare una ulteriore vessazione per il cittadino, ma quanto possiamo accettare ancora questa continua erosione di risorse nei nostri confronti? Queste sono cavallette avide senza fondo il cui unico scopo è alimentato dall’ingordigia di potere.

Come un lavoratore che si è “bevuto” la sua paga prima ancora di ritirarla alla fine del mese di lavoro, lo stato alcolizzato ha bisogno di ulteriori risorse per mantenere il suo tasso alcolico, quindi ci chiede un anticipo, il quale diverrà una probabilmente una abitudine.

Prepariamoci sin da ora a modalità di questo tipo, magari anche a retate nel cuore della notte, dove gli sgherri del potere cercheranno compulsivamente nei nostri cassetti chiavette usb e hard disk.

Beh i ladri sono altrove, ma siamo sempre in presenza della volpe che fa la guardia al pollaio, e mi chiedo quanto dovremo ancora sborsare per mantenere questa casta capace solo di tutelare se stessa.

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