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Canone Rai, non hai pagato? Ecco come ti scoprono

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11 dicembre 2016 07:58 – fonte notizia blitzquotidiano   

Con la legge di stabilità sono cambiate le modalità di riscossione del canone Rai. E anche quelle per controllare chi evade una delle tasse più detestate dagli italiani. Il sito La Legge Per Tutti spiega come avvengono questi controlli, che possono portare a scoprire chi non paga il canone.

Chi fa i controlli è l‘Agenzia delle Entrate. Il canone Rai non è che una normale imposta erariale, il cui soggetto titolare è lo Stato. Come nel caso dell’Imu, che si paga per il pos di un immobile, così il canone si paga per il pos di una televisione, a prescindere che questa venga usata oppure no.

Spiega l’agenzia AdnKronos:

Solo l’Agenzia delle Entrate può avere accesso alle banche dati per verificare l’eventuale evasione del canone Rai e procedere poi alla successiva riscossione forzata tramite l’agente esattoriale. L’Agenzia delle Entrate può chiedere gli arretrati del canone Rai fino alla sua prescrizione, che scatta dopo 10 anni. Dunque, i controlli relativi a un determinato anno di imposta possono essere effettuati per i successivi 10 anni. L’eventuale richiesta di pagamento inviata entro tale termine interrompe i termini di prescrizione e li fa decorrere nuovamente da capo. Anche l’invio della cartella di pagamento interrompe nuovamente la prescrizione che riparte da zero per un altro decennio.

L’unico modo per evadere il canone Rai da quest’anno consiste nel dichiarare, con l’invio dell’autocertificazione spedita telematicamente ogni anno entro i termini di legge, di non possedere una televisione. Chi dichiara il falso commette illecito penale perché costituisce falsa attestazione a pubblico ufficiale.

Un secondo modo per non pagare il canone Rai è quello di intestare la luce a un familiare che già paga l’abbonamento, il quale, pertanto, non potrà subire il balzello sulla bolletta due volte. Spiega l’AdnKronos:

A riguardo, il secondo contratto dovrebbe essere intestato come non residenziale e, per esso, bisognerebbe pagare tariffe più alte. Sembra però che non stia succedendo così. Difatti le società della luce hanno già notato alcune anomalie di utenti che si trovano a essere titolari di due utenze, entrambe di tipo residenziale, mentre al contrario solo uno dei due contratti potrebbe rimanere residenziale.

I controlli fiscali sull’evasione del canone possono avvenire in due modi: o con controlli a campione o in tutti quei casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive. In tal caso, il confronto delle banche dati pubbliche, cui può accedere l’amministrazione finanziaria, rileverà l’anomalia e farà accendere la lucina rossa del fisco.

Per scoprire la falsa autocertificazione basta incrociare le banche dati di anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Acquirente unico spa, ministero dell’Interno, comuni e “altri soggetti, pubblici o privati” come dice la legge.

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